Iyengar Yoga in gravidanza
- moveyourfascia

- 22 mar
- Tempo di lettura: 2 min
Sapevi che alcune posizioni di Iyengar yoga possono essere utili in gravidanza per dare il giusto supporto agli organi, un buon afflusso di sangue al pavimento pelvico, creare spazio nell’articolazione dell’anca e nelle sacroiliache e fornire un miglior nutrimento al futuro bebè?
In ogni fase della gravidanza (I-II e III trimestre) la donna ha bisogni differenti che meritano eguale attenzione:
-Nel primo trimestre, servirà costruire “le basi” per acquisire consapevolezza del pavimento pelvico, imparare a percepirlo con esercizi specifici che lavorano insieme al respiro, comprenderne l'anatomia. E' l'occasione giusta per conoscere meglio come funziona il nostro corpo nella sua intimità, iniziando ad ascoltarne i segnali e le connessioni con le diverse parti.
-Nel secondo trimestre si lavorerà sulla corretta attivazione del pavimento pelvico e sulla capacità di rilasciarlo quando necessario, sempre in abbinando le contrazioni con il respiro. Un pavimento pelvico forte potrà sostenere il peso del pancione, attivarsi correttamente durante le spinte nella fase espulsiva e recuperare più facilmente anche nella fase post parto, aiutando a prevenire prolassi e diastasi.
-Nell’ultimo trimestre sarà fondamentale favorire l’elasticità dei tessuti che subiranno un potente allungamento e deformazione, effettuando il massaggio perineale, osservando le possibili posizioni del parto e comprendendo come favorire la fase di espulsione. Questo preverrà eventuali lacerazioni e complicazioni durante il parto.

Geeta Iyengar
Nel primo trimestre si potrà quindi lavorare su tutte le posizioni, preferendo quelle in piedi, sedute, indietro, capovolte e addominali.
Alcuni esempi sono: utthita trikonasana, virasana, bhujangasana, sarvangasana, supta padangusthasana. Queste sono posizioni nelle quali la connessione con il pavimento pelvico è molto potente, ed è interessante percepire porzioni differenti di esso a seconda della posizione praticata e dei props utilizzati.
Nel secondo trimestre si potrà lavorare sulle variazioni di sirsasana (sulla testa) e sarvangasana (sulle spalle) supportandole con props, che creano un ottimo afflusso di sangue al feto; sul pranayama, ovvero tecniche di respirazione con eventuali contrazioni pelviche (mula bandha), che mirano alla vascolarizzazione del corpo tutto, alla concentrazione e alla connessione mente-corpo; e sulle posizioni di apertura (upavistha konasana, baddha konasana e malasana), che creano una forte attivazione del pavimento pelvico.
Nel terzo e ultimo trimestre, si lavorerà su posizioni passive di recupero e di apertura, come supta baddha konasana, supta svastikasana o posizioni di allungamento in avanti come janu sirsasana e adho mukha virasana con fronte e pancione supportati, che lavorano sull’elasticità dei tessuti molli (fasce, muscoli, tendini, legamenti) e sull’apertura del bacino, necessaria per la fase di discesa del feto ed espulsiva.
Se la donna in gravidanza non ha mai praticato yoga, è molto importante che venga seguita da un insegnante esperto, che potrà assicurarsi che ogni azione venga effettuata nella maniera corretta e sicura.
In alternativa, chi è già una praticante di Iyengar Yoga può approcciare le posizioni consultando il libro “Yoga per la donna” di Geeta Iyengar, dove ogni aspetto dello yoga in gravidanza viene sviscerato con accuratezza.
Buona pratica e a presto!
![Loco senza scritta[15726].png](https://static.wixstatic.com/media/ea8495_2099716b716b4e089e6f554cb8832d83~mv2.png/v1/fill/w_80,h_80,al_c,q_85,usm_0.66_1.00_0.01,enc_avif,quality_auto/Loco%20senza%20scritta%5B15726%5D.png)




Commenti